12/09/2015

CATALOGO DI VIZI E VIRTÙ

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A volte è possibile scandire il tempo che passa, contando le sigarette che si consumano in sottili fili di fumo. E Florence Delay, che da sempre nei suoi lavori analizza il tema del tempo - immaginato, perduto, vissuto - sa bene che non c'è migliore metafora della finitezza umana, della mortalità dell'individuo. Membro permanente dell'Accademia di Francia, docente di Letteratura all'Università Sorbonne Nouvelle e scrittrice, è anche attrice e sceneggiatrice per il cinema e il teatro (sua la parte di Giovanna d'Arco nel film "Processo a Giovanna d'Arco" di Robert Bresson). Nel suo primo libro tradotto in italiano racconta dei portacenere che riempiono il suo appartamento e che «riportano le prove della mia esistenza con uno zelo poliziesco». Del vocabolario della sigaretta, di realtà, letteratura, immaginazione e storie fumose, l'autrice de "I miei portacenere" parlerà con Massimo Cirri.

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