12/09/2015

L'ESEMPIO DI ALDO MANUZIO

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Aldo Manuzio ci ha lasciati cinquecento anni fa. E' stato il più geniale editore, tipografo e umanista che l'Italia abbia mai avuto. A lui dobbiamo il moderno libro tascabile, l'elegante carattere corsivo, l'avvio della tradizione del libro illustrato con la sontuosa stampa dell'Hypnerotomachia Poliphili. Partito con l'idea di diffondere la conoscenza della letteratura greca in Italia, non trascurò l'attenzione ai classici volgari - Petrarca e Dante - e a contemporanei come Erasmo da Rotterdam, Angelo Poliziano e Pietro Bembo. Ma, secondo Nicola Gardini, l'insegnamento più attuale che Manuzio ci lascia è che "non esiste editoria felice, neanche commercialmente, se l'editore non ha un piano pedagogico da perseguire. Aldo lo aveva, e lo portava avanti per mezzo di collaboratori eccellenti e pubblicando ciò che secondo lui serviva, con l'evidente volontà di allargare la cerchia dei lettori, ma senza la disperata vocazione di consegnare i suoi sogni a un'indefinita maggioranza".

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