13/09/2015

LA FASCINAZIONE DEL MALE

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Oscar Wilde sosteneva di preferire il paradiso per il clima e l'inferno per la compagnia, e probabilmente avrebbe seguito con interesse le macchinazioni politiche di House of Cards o gli intrighi di palazzo che scuotono ogni episodio di Game of Thrones. Se è vero che, nella ricetta di una perfetta sceneggiatura, sono necessari ingredienti come un antagonista dalla forte caratterizzazione e uno "scontro" - fisico, morale o interiore - che funge da motore per le vicende, è anche vero che in molte serie televisive di successo il male sia di per sé un elemento di fascinazione, capace di attirare l'attenzione di un numero sempre crescente di spettatori, poco interessati a immedesimarsi in eroi positivi. Roberto Costantini, autore di una delle saghe poliziesche più cupe e amate degli ultimi anni (Tu sei il male, Alle radici del male, Il male non dimentica), si interroga sulla fortuna del lato oscuro della narrazione insieme a Marcello Fois, che del linguaggio televisivo è esperto conoscitore.

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