09/09/2016

QUANTO CI VUOLE A SCRIVERE UN ROMANZO?

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«Se per un attimo tralasciamo la solitudine, la paranoia e la sicurezza economica, essere uno scrittore è un gran divertimento. C'è un solo particolare: bisogna scrivere». Louise Doughty sa sicuramente concepire e sviluppare un romanzo dalla ricetta perfetta, come testimoniano la rubrica sull'arte della letteratura tenuta per il "Daily Telegraph" e il grande successo di pubblico di opere quali "Nel nome di mia figlia" e "Fino in fondo". Eppure, nonostante il sentire comune ascriva alla sfera del thriller i lavori dell'autrice britannica, lei quasi rifugge questa schematizzazione e la fortuna che sembra portarle, sostenendo di sentirsi più libera nel poter spaziare tra generi e tematiche differenti. In fondo, dice, «quello dello scrittore è un mestiere meraviglioso. Ed è l'unico che io voglio fare». La incontra il giornalista Luca Crovi.

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