11/09/2016

E ORA... RÉCLAME!

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Al giorno d'oggi, sostiene Giuseppe Mazza, la pubblicità resta ancora tra le tipologie meno studiate di cultura popolare, forse perché considerata parte di un linguaggio complesso e settoriale. Eppure la sua presenza è ubiqua, tra schermi, giornali e immensi cartelloni che svettano tanto ignorati quanto fortemente subliminali. Quando però l'industria culturale decide di occuparsi dell'argomento, spesso lo fa utilizzando il metro del moralismo, quasi a volersi distaccare da un mondo che sembra 'volgare'. Una scossa alla situazione di stallo la dà Maria Nadotti con "Necrologhi", un galleria di immagini raccolte in anni di ricerche che, senza puntare dita inquisitorie, sviluppa una riflessione sulla pubblicità sessista, mettendoci di fronte al «piatto più ricco e aggrovigliato di luoghi comuni, malintesi ed effetti perversi».

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