10/09/2017

VENEZIA, LA CITTÀ DELLE COSE ROVESCE

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«Sono nato e cresciuto in questo luogo scolpito nella lentezza, fatto di spazi ridottissimi, calli strette, case che si toccano, turisti che intasano i sotoporteghi, barche che nei canali a stento sfilano le une accanto alle altre senza toccarsi. Nel principio, dunque, ho respirato un'aria fatta di opposti. Pietra versus acqua, pieno versus vuoto, gravità versus leggerezza, luce riflessa dall'acqua versus buio e nebbia impenetrabili (il buio assoluto della notte sulla laguna, la nebbia nei mattini invernali)... Ma non è bello lamentarsi. Nel Principio, si sa, prima ancora del Verbo, c'era il Lamento: questa è forse la sola legge dell'Universo che nemmeno la città delle cose rovesce riuscirà mai a smentire». Un racconto orale e un dialogo con i lettori realizzato per Festivaletteratura dallo scrittore, ça va sans dire, veneziano.

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