10/09/2017

PER TUTTI I SECOLI VIVRÒ, PER LA MIA FAMA

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«Quando apriamo una qualunque edizione moderna di un testo antico, non apriamo semplicemente un libro: noi apriamo le braccia a un sopravvissuto». Parlare delle "Metamorfosi" o dell"'Ars amatoria" di Publio Ovidio Nasone può portare alla mente ricordi scolastici per alcuni poco felici, ma forse basterebbe uscire - anche solo metaforicamente - dall'aula e sedersi a bere un caffè con un autore quale Nicola Gardini ("Viva il Latino. Storie e bellezza di una lingua inutile" e il recente "Con Ovidio"), per riscoprire «la felicità di leggere un classico». Tutt'altro che noioso e polveroso, il poeta di Sulmona è «l'antico più fortunato della letteratura occidentale», ha reso celebri ai posteri numerosi miti greci e romani e, nei secoli successivi alla sua scomparsa, ha continuato a esercitare notevoli influenze sull'arte, ispirando anche mostri sacri quali Shakespeare e Caravaggio. Gardini, professore di letteratura italiana a Oxford, spiegherà al pubblico del Festival perché lo ritiene «il più classico dei classici», ripercorrendo con i presenti la sua misteriosa caduta da astro della letteratura all'esilio in Romania.

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