04/09/2019

UMANESIMO INQUIETO

2019_09_04_013

Riscoperta e culto dei classici, nascita della filologia e teorizzazione della prospettiva, esaltazione della nobilitas umana in una visione definitivamente antropocentrica. Superando questa vulgata riduttiva, Massimo Cacciari (La mente inquieta) ci offre una rinnovata interpretazione del pensiero umanistico, in cui non solo lo studio del passato si inserisce in un più ampio progetto di renovatio e di riflessione sul futuro, in risposta a una profonda crisi della cristianità, ma la filologia e la retorica si rivelano pratica filosofica, in quanto il pensiero è concepito come indissolubilmente legato alla parola: dico ergo cogito. Un pensiero che per gli umanisti non è mai pacificato, ma continuamente aperto ai possibili (ogni cogitatio è agitazione), spingendo l'uomo a una ricerca inappagabile, da accettare come proprio destino tragico.


L'evento 013 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso Palazzo Te, alle ore 18:30.

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