SONO QUELLO CHE SONO, SONO SEMPRE LA STESSA

Pochi poeti sanno addensare negli stessi versi l'(auto)erotismo e la morte, il sarcasmo più feroce e la malinconia pura, e Patrizia Valduga appartiene a questa schiera. Dopo sette anni di silenzio, Valduga torna sulla scena poetica con Belluno. Andantino e grande fuga, un'opera in cui rimescola i suoi archetipi letterari, come carte su un tavolo da gioco, firmando un poemetto magistralmente ironico sul senso della perdita, dove il "Galgenhumor" – l'umorismo di chi sta per essere impiccato – accompagna l'io narrante in un viaggio intimo nei luoghi di Belluno. Tra fantasmi del passato, critici letterari incompetenti e una lettera al sindaco Beppe Sala.

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