Valduga, Patrizia
Nata a Castelfranco Veneto, è poetessa e traduttrice. Inizialmente iscritta alla facoltà di Medicina, dopo tre anni decide di studiare Lettere e Filosofia all'Università di Venezia, dove segue le lezioni di Francesco Orlando, che avranno grande influenza sulla sua produzione poetica. Nel 1982 esordisce con la raccolta di poesie Medicamenta e da subito la sua cifra stilistica è l'originale combinazione di tematiche attuali e metri classici come il sonetto, la terzina dantesca, la ballata: che spesso, proprio per il loro rigido schema di rime e sequenze sillabiche, rendono l'espressione di maggiore impatto. Il discorso vale sia per il tema amoroso – affrontato anche in La tentazione (1985), Medicamenta e altri medicamenta (1989) e in Cento quartine e altre storie d'amore (1997), in cui il linguaggio quotidiano si fonde armoniosamente con quello letterario – sia per il tema del dolore in Corsia degli incurabili (1996), dove l'uso del sirventese con l'incalzante succedersi delle rime alleggerisce i pesanti argomenti affrontati. Molto apprezzato è anche il suo lavoro di traduttrice di Molière, Donne, Valéry e Shakespeare. Legata a Giovanni Raboni per ventitré anni, nel 2004 ha dedicato al compagno ventitré commoventi poesie nella raccolta Lezione d'amore; nel 2006 ha scritto la postfazione a Ultimi versi, raccolta postuma di inediti dello scrittore. Negli ultimi anni ha pubblicato: Il libro delle laudi (2012), Per sguardi e per parole (2018), Poesie erotiche (2018), Belluno. Andantino e grande fuga (2019) e Lacrimae rerum (2025).
(foto: © Festivaletteratura)

