PER SCRIVERE BISOGNA ESSERE UN CAMALEONTE

Il quartiere di Brooklyn Red Hook ha un passato letterario quasi magico, era dimora di H.P. Lovecraft e Norman Mailer ed è stato protagonista di opere di Arthur Miller e Harlan Ellison: forse anche per questo Joshua Cohen lo aveva scelto per abitarci. Tra i più brillanti scrittori americani contemporanei, traduttore dall'ebraico e dal tedesco, il giovane autore del New Jersey ha scalato con le sue opere le classifiche del New York Times e del Guardian, viaggiando sempre su un binario diverso da quello della narrativa convenzionale. Basta leggere Il libro dei numeri per accorgersi quanto Cohen ami giocare con le parole, e tuffarsi nella metaletteratura con frequenti cambi di registro, salti nel tempo, invenzione di neologismi e ricorsività spiazzante, tanto che Mark Sarvas ha definito le sue frasi "musica selvaggia, una manifestazione del traffico di Internet". Dialoga con lui il matematico Claudio Bartocci (Dimostrare l'impossibile), che di numeri se ne intende.

L'autore parlerà in inglese. Interpretazione consecutiva in italiano.

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