11/09/2021

INTINGERE LA PENNA NELLE PROPRIE RADICI

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«Sono i luoghi della mia infanzia, dove ho trascorso molto tempo e dove continuo ad andare. Ho immaginato un paesino nei pressi della cittadina, isolato e in alto sulle montagne» spiegava Ilaria Tuti (Figlia della cenere, Fiore di roccia) durante una recente intervista, a proposito delle ambientazioni delle sue opere. Un'ispirazione che la accomuna alla collega scrittrice Donatella Di Pietrantonio (L'arminuta, Borgo Sud): i paesaggi montani, scenari antichi e suggestivi, fanno da cornice alle vicende dei loro romanzi e raccontano una Carnia e un Abruzzo le cui rocce scabre si rispecchiano nelle vite difficili e ruvide delle protagoniste che vi appaiono. Di senso di appartenenza e del legame profondo e arcaico con una terra che alimenta l'immaginazione letteraria ed è «paesaggio dell'anima», le due autrici parlano insieme a Francesco Abate (I delitti della salina).
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