LA FOTOGRAFIA CE L’HO NEGLI OCCHI

Molti di noi avranno ancora ben impresse nella mente le caotiche scene della folla che si accalcava all'aeroporto di Kabul lo scorso anno, per fuggire dai talebani che avevano riconquistato la città dopo il ritiro delle forze straniere. Nell'agosto 2021 tornava dall'Afghanistan anche Alessio Romenzi, fotografo specializzato nella documentazione di contesti di crisi che recentemente ha immortalato la drammatica situazione della popolazione ucraina. Da oltre dieci anni racconta per immagini conflitti e rivoluzioni, cercando di narrare la guerra come una storia fatta non di eserciti, ma di individui. Donbass, Egitto, Siria e Libia sono solo alcuni dei luoghi nei quali Romenzi ha testimoniato attraverso l'obiettivo situazioni estreme, tenendo sempre bene a mente – per usare le sue stesse parole – che "non si tratta di un lavoro da folli, come pensano molti: devi avere costantemente la testa sulle spalle, bisogna essere attentissimi a tutto, percepire le sensazioni delle persone che ti stanno attorno per capire quello che sta succedendo. E bisogna avere soprattutto tanta paura". Lo incontra Marco Brioni di Frammenti di fotografia.

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