Shafak, Elif

Persona

Elif Shafak al Festivaletteratura 2014 - © Festivaletteratura

«Mi piace pensare alla mia scrittura come a un compasso. Una gamba del compasso poggia solidamente a Istanbul e nella cultura in cui sono cresciuta: in questo senso il mio romanzo ha radici solide. L'altra gamba del compasso, tuttavia, disegna un ampio cerchio e viaggia in tutto il mondo». Nata a Strasburgo, Elif Shafak è una delle voci più autorevoli della letteratura turca contemporanea. Pinhan (The Mystic), il suo primo romanzo, nel 1998 le è valso il Rumi Prize, assegnato in Turchia alla migliore opera di letteratura mistica. Sono seguiti negli anni Duemila opere come Mahrem e Bit Palas, fino alla consacrazione definitiva con i best seller internazionali La bastarda di Istanbul e La casa dei quattro venti. È stata definita dalla critica come un'autrice in cui si armonizzano con originalità la tradizione occidentale e quella orientale, fino a generare un'opera narrativa che è insieme locale e universale. I suoi scritti scaturiscono da diverse culture e tradizioni letterarie, così come da un profondo interesse per la storia, la filosofia, il sufismo e la cultura orale, testimoniato anche dalla vasta produzione saggistica raccolta nei volumi Med-Cezir (2005), Firarperest (2010) e Semspare (2012). Dopo La città ai confini del cielo (2014), un arabesco di storie nella Istanbul ottomana del XVI secolo, in Italia sono stati pubblicati da Rizzoli Tre figlie di Eva (2016), La bambina che non amava il suo nome (2018) e I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo (2019), un duro romanzo in cui «molte cose sono vere e tutto è finzione» con protagonista l'indimenticabile prostituta Leila Tequila. Attiva commentatrice di politica e costume sia in madrepatria che all'estero, Shafak vive a Londra ed è editorialista di varie testate internazionali. I suoi libri, scritti in turco e in inglese, sono tradotti in cinquanta lingue.

(foto: © Leonardo Céndamo)

«I like to see my writing as a pair of compasses. One leg of the compasses is fastened into Istanbul and in the culture where I grew up: in this respect, my novel has solid roots. The other leg of the compasses, however, inscribes a wide circle and travels all over the world.» Born in Starburg in 1971, Elif Shafak is one of the leading voices of contemporary Turkish literature. She published 13 books, including nine novels. "Pinhan" ("The Mystic"), her first novel, in 1998, won her the Rumi Prize, assigned in Turkey to the best mystical work. Then she published "Şehrin Aynaları", "Mahrem" e "Bit Palas", until the international bestsellers "The Bastards of Istanbul" (2006) and "Honour" (2012). She writes in Turkish and English and her work has been translated in over thirty languages. She has been described by the critics as an author where the originality of west and east tradition merge to create a fictional work that is both local and universal. Her writings stem from a variety of literary traditions and cultures as well as an interest in history, philosophy, Sufism and oral culture. She also writes essays collected in volumes Med-Cezir (2005), "Firarperest" (2010) e "Şemspare" (2012). An active commentator of political and current issues both in Turkey and abroad, Shafak divides her time with her family between Great Britain and Istanbul and is an editorialist of various international dailies such as "Wall Street Journal" "Guardian" and "Economist". In 2010 she was awarded the title of Chevalier des Arts et des Lettres.

Bibliografia

La bastarda di Istanbul, Rizzoli, 2007 (2016)

Il palazzo delle pulci, Rizzoli, 2008 (2011)

Le quaranta porte, Rizzoli, 2009 (2013)

Latte nero, Rizzoli, 2010

La casa dei quattro venti, Rizzoli, 2012 (2013)

La città ai confini del cielo, Rizzoli, 2014 (2018)

Tre figlie di Eva, Rizzoli, 2016 (2017)

La bambina che non amava il suo nome, Rizzoli, 2018

I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo, Rizzoli, 2019