09/09/1999

Andrea Zanzotto

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Fin dall'esordio del '51, è già un poeta in controtendenza. E dall'idillio all'elegia, dall'ermetismo all'avanguardia attraversa questa seconda metà del secolo con un plurilinguismo «accanito e denso» e con una straordinaria testimonianza: «tutto converge sulla e nella lingua perché la lingua è tutto». Nel segno della continuità, «eversivamente» scrive per disperato amore di «armonia» in lingua e in dialetto, scolpendo ritratti semplici di una nuova umanità né rasserenante né consenziente.
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