06/09/2002

Yvonne Vera


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Giovane scrittrice dello Zimbabwe - dove è tornata a vivere recentemente - Yvonne Vera ha ottenuto la sua consacrazione con "Under the Tongue", che le è valso nel 1997 il Commonwealth Award Africa Region. Con il suo romanzo "Il fuoco e la farfalla", recentemente tradotto in italiano, ci offre una lettura priva di sentimentalismi sulla 'sua' Africa, ritrovata più brutale e violenta al rientro dall'Europa. La presenta Francesca Romana Paci, che ha curato la traduzione italiana del romanzo.


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Francese

La dignità, questa è la cifra che anima i discorsi della scrittrice dello Zimbabwe Yvonne Vera. Le sue parole, i suoi sguardi, le sue movenze, il suo abbigliamento - un copricapo nero fasciato da una striscia color oro e una veste tradizionale, nera anch'essa, con un disegno oro sul davanti raffigurante una donna africana - esprimono stima di sé e delle proprie origini. Ma anche voglia di riscatto, non per se stessa, perché Yvonne è una donna colta, di successo, realizzata, ma per il proprio popolo, che ha ottenuto l'indipendenza politica e ora si sforza, anche con misure estreme, di strapparsi dalla dipendenza economica e culturale dal mondo dei bianchi. Una voglia di riscatto che assume toni accesi quando Yvonne tratta il tema della dipendenza, psicologica e materiale, di tutte quelle donne, africane e non, che, incapaci di comprendere da sé quel che valgono, non sanno apprezzare la propria bellezza, fisica e interiore, cercano l'apprezzamento e la giustificazione degli uomini, e in tal modo firmano la propria schiavitù.

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