08/09/2002

Jake Arnott con Laura Grimaldi


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«Jake Arnott è un abile artigiano e questo romanzo è una vera opera d'arte, rifinita alla perfezione» ("Sunday Times"): una delle voci più innovative tra i nuovi narratori inglesi, che ha confermato il suo talento con il recente "E lui ammazza i poliziotti", racconta la Londra cupa e rovente degli anni Sessanta. Lo incontra la giallista Laura Grimaldi.


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Di lui colpisce innanzitutto il passato movimentato: scuola abbandonata a sedici anni, i lavori più svariati fino ad arrivare al teatro e alla scrittura. Il suo primo romanzo "L'irresistibile ascesa di Harry Starks" ottiene grande successo e la BBC ne trarrà una serie TV; anche la gangster story "He kills coppers" diventa subito best-seller. Il libro ritrae una Londra cupa e violenta, lontana dalla sfavillante swinging London, degradata e culla perfetta del crimine; una visione dura e disincantata della società che non risparmia neppure i Gonzaga, «gente di potere, e perciò gangster di successo, capaci però di amare cultura e arte». Distinzione di classe, corruzione della ruling class e miseria della working class, scelleratezze del thatcherismo e disorientamento delle nuove generazioni: questi i temi favoriti dall'autore, che anticipa un romanzo dedicato alla cultura rave e confida un passato da punk rocker nel '77 londinese: «facevamo musica inascoltabile - ammette ironicamente - eravamo brutti e cattivi, ma non posso fare a meno di pensare che in tutto ciò c'è qualcosa in cui tutt'ora mi identifico».

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