04/09/2003

Joseph O'Connor con Francesco Piccolo

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«O'Connor ha un grande occhio per l'assurdità delle situazioni comuni, e un grande orecchio per il parlato quotidiano. La sua scrittura è strepitosa»: certo il parere di Roddy Doyle è autorevole, ma basta immergersi nei romanzi di O'Connor per amarne da subito l'originalità e l'energia, come nel recente "Stella del mare". Lo presenta lo scrittore Francesco Piccolo.


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«'Stella di mare'? È il libro più moderno che abbia mai scritto». Parola di Joseph O'Connor. Lo scrittore irlandese si è presentato al pubblico ammettendo il suo rapporto «particolare» con l'autore suo conterraneo Roddy Doyle: «Tutti mi scambiano per lui, ormai è un incubo». Poi è arrivato il momento di parlare della sua ultima fatica letteraria, "Stella di mare" appunto, della quale ha voluto precisarne la genesi: «Non è un romanzo storico, bensì una storia contemporanea ambientata nel passato. Parla della mia Irlanda, da sempre Paese di emigranti che negli ultimi venti anni si è trovata per la prima volta di fronte al fenomeno dell'immigrazione. Credevo che gli irlandesi, memori di questo, avrebbero aperto le braccia a questi stranieri, ma non è stato così. Ed ho pensato che l'unico modo che avevo per reagire a questa situazione era scrivere un libro sul nostro passato». O'Connor si è inoltre soffermato sul rapporto coi propri lettori: «Cerco sempre di scrivere meglio di quanto abbia mai fatto. Ci vuole questo impeto, perché così il mio lettore acquisisce le informazioni per osmosi».

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