06/09/2003

PONDICHÉRY
. Danza, musica e percussioni dell'India


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Pondichéry è il nome della colonia francese dell'India dove è fortunatamente sopravvissuta la grande tradizione indiana dei maestri e dei danzatori del tempio. Raghunath Manet è oggi uno dei massimi interpreti di quest'arte codificata quasi duemila anni fa nello Sillappadikâram: una danza simmetrica, arrotondata, lineare e riflessiva che richiama la postura delle statue e dei bassorilievi dei templi di Shiva. Lo spettacolo è un omaggio a Pondichéry e all'età dell'oro di questa antica arte.
 coreografia: Raghunath Manet; danzatori: Raghunath Manet, Indra Rajan e Subarsee Natarajan; musicisti: Prema Kumar, Sendi Kumar, Mani Ankappan.


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Raghunath Manet ha offerto ieri sera al teatro Bibiena, più che uno spettacolo di danza, quasi una cerimonia. Il simbolismo espressivo e coinvolgente dei gesti codificati, la mimica tradizionale di un'arte millenaria e una levità di esecuzione propria solo dei grandi maestri, hanno consentito, anche a chi non conosce a fondo tutte le sfumature culturali del tandava (la versione maschile del bharata-natyam), di recepirne il significato attraverso le emozioni suscitate da ogni singolo momento. Artista eclettico, Manet ha proposto danze in onore di Shiva, danze d'amore, ma anche brani strumentali eseguiti da solista, per concludere poi con un pirotecnico dialogo tra voce e percussioni in cui ha coinvolto un pubblico entusiasta.

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