09/09/2006

LA PACE NELL'ERA POSTCRISTIANA


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Nel 1961 Jim Forest era un giovane collaboratore della rivista "Catholic Worker" ed ebbe l'incarico di tenere i contatti con il celebre monaco trappista Thomas Merton. Ebbe così inizio un rapporto epistolare e di visite che si protrasse fino all'improvvisa morte di Merton nel dicembre 1968. Ma, per il divieto dei superiori, il profetico libro "La pace nell'era postcristiana" poté uscire solo nel 2004, non senza aver nel frattempo influenzato, circolando come samizdad, la riflessione cristiana sulla drammatica questione della guerra e della pace nell'era atomica.


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Jim Forest ha conosciuto, lavorato, e stretto un'amicizia con Thomas Merton, influente prete cattolico americano del dopoguerra, pacifista che riuscì a dialogare e raggiungere un pubblico composto anche da non cattolici. E Paolo Giuntella, quirinalista della Rai, ha presentato l'evento nel quale ha potuto finalmente incontrare l'autore americano che si è fatto portavoce delle idee di Merton. Così l'evento ha viaggiato sui binari di un 'amarcord' dell'opera di Thomas Merton, che si adoperò a lungo per combattere la guerra, pubblicando interventi importanti sulle radici della guerra, che rintracciava nella paura. Il testo è stato condannato all'ostracismo e pubblicato solo una paio di anni fa sia in Italia che negli Stati Uniti, condannandolo a un destino che ha condiviso con Pasternak in numerose lettere. Jim Forest, che sul finire degli anni '80 si è convertito alla religione ortodossa, non ha risparmiato una spallata al suo presidente: «se il dovere di un buon cristiano è di evangelizzare e abbracciare nuovi fratelli, allora con Bush abbiamo fallito». E poi si è spinto fino a paragonare Merton con i grandi del passato, ben convinto che fra cent'anni sarà un classico tanto quanto Camus, ha aggiunto poi.

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