08/09/2007 - WAW WikiAfrica Workshop

WAW WikiAfrica Workshop. Incontri tra autori per creare dal vivo voci di Wikipedia


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"WAW" rende concreto e visibile il funzionamento della più grande enciclopedia online, coinvolgendo il pubblico e gli autori del Festivaletteratura nella redazione in tempo reale di voci africane. Focus su letteratura, arti visive, confini, oralità, nonché naturalmente, sul controverso enciclopedismo di Wikipedia. WikiAfrica ha lo scopo di 'africanizzare' i progetti Wikimedia e produce nuovi contenuti per Wikipedia attraverso un processo di scrittura collaborativa realizzata online e offline.
In collaborazione con Fondazione lettera27 ONLUS.

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«Tradurre, tradire». È con queste parole che il critico d'arte Simon Njami, camerunense, uno dei più autorevoli studiosi di arte africana contemporanea, spiega il rischio che si cela dietro alla critica delle opere e dietro alla traduzione di testi, oltre che dietro alla trascrizione di racconti che in origine sarebbero orali. È il secondo appuntamento di "Wikiafrica", il workshop che si propone di creare dal vivo delle pagine sul continente nero per Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ed è proprio un artista, Bili Bidjocka, a proporre un interessante esempio di che cosa significhi provare a scrivere una cultura che tradizionalmente avrebbe per proprio supporto la sola voce: lo fa presentando la propria opera "La scrittura infinita". Vuole creare un archivio di scrittura manoscritta, il più grande esistente al mondo. Un insieme di libri, una libreria, ma non da leggere, da scrivere soltanto. Libri di 6000 pagine, alti 104 cm, pesanti 100 kg ciascuno. La gente viene invitata a scrivere. «Chiedo alle persone di scrivere come se subito dopo venisse tagliata loro la mano, come se fosse l'ultima volta in cui lo possono fare. Non è nulla di accademico, lo scopo è solo scrivere: il libro potrà essere riaperto e letto soltanto quando l'umanità avrà smesso di scrivere a mano», spiega Bili. Aggiunge poi Simon Njami, caricaturandolo: «Ecco, quest'artista del Camerun finito a Parigi, affascinato dalle belle arti e dai libri perché proveniente da una diversa cultura, dal mondo dell'oralità, desidera mostrare al mondo che anche l'Africa può scrivere un libro, anzi, il libro più grande di tutti, che faccia trovare al continente della cultura trasmessa a voce uno spazio nelle biblioteche». Subito a Wikipedia viene aggiunta una voce, durante il workshop: "L'écriture infinie". Opera d'arte che testimonia anche il passaggio dalla scrittura a mano alla scrittura tecnologica per l'Occidente.
Si parla poi di Wikipedia, enciclopedia web nata con lo scopo di essere seria, senza per questo proporsi metodi accademici per raggiungere i propri risultati. Della sua continua rivedibilità, che, se da un lato ne mostra il carattere democratico ed antidogmatico, può d'altro canto esporla al rischio della manipolazione esterna.
La discussione non si conclude: vi sono ancora incontri in programma, durante Festivaletteratura. Ci si rivede oggi pomeriggio, alle 17:30 presso la Chiesa di Santa Maria della Vittoria.

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