09/09/2007

SCRIVERE E (È) LAVORARE


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Scrivere romanzi è un lavoro? Richiede un impegno esclusivo o, al contrario, l'ispirazione prende spunto da un lavoro diverso? E avere poco tempo per scrivere evita la crisi della pagina bianca? A queste ed altre domande sulle loro duplici attività rispondono Simonetta Agnello Hornby, scrittrice e avvocato, Andrea Vitali, scrittore e medico, e Marino Magliani, scrittore, traduttore e scaricatore di porto. Coordina Simonetta Bitasi.


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Italiano

I tre autori protagonisti dell'evento, Simonetta Agnello Hornby, Andrea Vitali e Marino Magliani, hanno in comune una cosa fondamentale: devono dividersi tra l'attività di scrittore e un altro lavoro. E, tuttavia, la loro concezione della scrittura e i loro approcci ad essa sono molto diversi. Durante una allegra e vivace discussione, in cui si raccontano temi, modalità e tempi della scrittura, scopriamo che questa è come un prisma fatto di mille sfaccettature, a volte impossibili da conciliare e da comprendere tutte; ma che forse, in fin dei conti, l'importante non è quanto spesso si scriva, non è nemmeno scrivere senza avere nessun altro lavoro, attività, interesse. L'importante è esprimere ed esprimersi attraverso la parola scritta, perché è liberatorio, perché ne si sente il bisogno, perché è semplicemente bellissimo.

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