05/09/2008

LA VITA PENSATA


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«La possibilità che dal tuo sguardo emergano visioni autocritiche e scomode è assai limitata, poiché l'io è al tempo stesso attore e giudice delle proprie azioni». Che cosa significa allora pensare alla propria vita? La strada da scegliere, secondo Eugenio Scalfari, è quella di tornare sui propri ricordi cercando di trovare - in ognuno di essi - un'occasione di meditazione che superi la prospettiva autobiografica e che ci riporti alla relazione con gli altri, per capire i valori e i meccanismi che danno forma al nostro vivere sociale. L'autore di "L'uomo che non credeva in Dio" ne parla con lo scrittore Alberto Asor Rosa.
 

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Italiano
Un pubblico numeroso ed attento ha seguito nel Cortile della Cavallerizza l'incontro con Eugenio Scalfari ed Alberto Asor Rosa. Asor Rosa ha introdotto Scalfari come «grande coscienza del nostro Paese», che di coscienza ne ha ben poca, ed ha espresso il suo debito di riconoscenza verso lo scrittore dotato, a suo dire, di uno sguardo 'giroscopico' nei confronti dell'intera società. Ha aggiunto che il libro di Scalfari "L'uomo che non credeva in Dio", è figlio di una riflessione ventennale dell'autore sul fatto che l''Io' muta; non si tratta di un'autobiografia bensì di una confessione di Scalfari su com'era, com'è e come vorrebbe essere: l''Io' scrivente che riflette sull''Io' interiore. Eugenio Scalfari ha preso la parola evidenziando che un'esperienza di 84 anni attraverso varie tappe e fasi gli ha permesso a posteriori di razionalizzare la propria vita e far emergere la coerenza del percorso. L''Io' è sempre lo stesso e la continuità del sé è data dalla memoria. Da questo deriva che l'uomo è perfetto nella sua forma, ma non innocente, in quanto, riflettendo su di sé, individua il bene ed il male; la riflessione sul sé è come mangiare il frutto dell'albero della conoscenza nell'Eden: si acquisisce il sapere, me si perde l'innocenza. La riflessione porta inevitabilmente a domande sulla vita e sulla morte, sul perché siamo qui. La risposta è che siamo una delle infinite forme in cui la natura si esprime, natura per alcuni è immanente alla realtà, per altri trascendente: per alcuni è un meccanicistico divenire, per altri Dio.

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