06/09/2008

Sebastian Faulks con Peter Florence

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«Scrivere di quel che si conosce è il peggior consiglio che si possa dare a uno scrittore, perché è la morte dell'immaginazione. Lo scrittore deve sempre lasciar lavorare il proprio immaginario». Sebastian Faulks ha iniziato a pubblicare alla metà degli anni '80: i suoi romanzi raccontano sentimenti privati e si caratterizzano per la grande cura stilistica e per il talento nella descrizione psicologica dei personaggi. A sorpresa Faulks ha ricevuto da parte della famiglia Fleming l'incarico di scrivere il nuovo episodio di 007 - "Non c'è tempo per morire" - uscito in tutto il mondo il 28 maggio di quest'anno. Lo incontra Peter Florence.


L'evento 138 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato in programma. Originariamente era prevista la presenza di Enrico Franceschini, sostituito in seguito da Peter Florence.

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«Ma quanto ti hanno pagato per scrivere il nuovo libro di James Bond?». Più volte Peter Florence stuzzica Sebastian Faulks in questo modo sarcastico durante l'incontro con il pubblico di Festivaletteratura. È particolare il fatto che uno dei maggiori scrittori europei «seri» sia stato scelto per «imitare» Ian Fleming e scrivere un nuovo romanzo di 007. Ma lo scrittore inglese si è divertito veramente nell'affrontare questa nuova sfida, perché comunque si trattava di qualcosa di diverso che lo intrigava. Non è stato cambiato molto dell'universo di James Bond: il romanzo è ambientato nel 1967, soprattutto in Unione Sovietica e Iran (zone del mondo ancora adesso molto interessanti dal punto di vista letterario) e l'agente segreto rimane sostanzialmente con i suoi pregi e i suoi difetti. Forse solo le donne sono un po' più sofisticate rispetto ai libri originali. Quello di cui Faulks è fiero, e che la famiglia Fleming non si aspettava, è l'aver rispettato soprattutto lo stile dei classici di 007, uno stile un po' snob che caratterizzava ogni racconto. Durante l'incontro trovano spazio anche battute e approfondimenti sugli altri libri dell'autore inglese, compresi quelli non ancora tradotti in italiano. Una frase rimane costante per tutte queste opere: lo scrittore esiste (e viene pagato) per inventare storie e far divertire, su vari livelli, la gente.

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