10/09/2009 - Mediterraneo in giallo

Petros Markaris con Paolo Zaccagnini


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Petros Markaris è lo scrittore che ha rifondato il genere giallo nella letteratura greca contemporanea. Dopo un esordio nella scrittura come sceneggiatore e autore di teatro e la collaborazione con il regista Theo Anghelopoulos, con "Ultime della notte" Markaris ha preso la via del thriller, dando vita al personaggio di Kostas Charìtos, un commissario dal volto umano e amante dei vocabolari che svolge le sue indagini in un'Atene nel contempo magica e insostenibile. La serie di romanzi di Charìtos (il cui ultimo capitolo è "La balia") ha incontrato in questi anni un crescente successo europeo. Dialoga con Markaris il giornalista Paolo Zaccagnini. 


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Così ha pensato Petros Markaris quando Kostas Charitos è entrato nella sua vita. Ne ha parlato stasera al Teatro Ariston: Charitos gli è apparso una mattina del 1993, con la moglie e la figlia. Poi, è diventata una presenza mortificante, una tortura. O dentista o poliziotto, dunque. Markaris ha detto all'amico editore: «mi è venuto in mente di scrivere un romanzo poliziesco». Fallo, non hai niente da perdere. E, dice lui, «infatti, io non ci ho perso niente, e lui ci ha guadagnato tanto». Grande successo in Germania, anche a causa della fiera di Francoforte del 2001, che ha visto la Grecia protagonista. Come mai? Secondo Markaris, nei suoi libri i tedeschi hanno incontrato per la prima volta i greci odierni, quelli che nei loro tour alla ricerca del classico appaiono come comparse incastrate nei ruoli di camerieri, alberghieri, tassisti. Influenze? Da Angelopoulos (con cui ha lavorato), Markaris ha imparato il piano-sequenza. Da Brecht (di cui è stato traduttore e studioso), invece, il montaggio. Adotta anche l'idea della città come protagonista, come lo è Barcellona per Vàzquez Montalban, Marsiglia per Jean Claude Izzo o Los Angeles per Raymond Chandler. Importante, però, il carattere di buongustaio mediterraneo: niente panino e birra, quindi. Infine, come influenza greca Yannis Maris, «autore che voi italiani non conoscerete mai», visto che l'industria editoriale ignora gli autori morti, come conferma anche Paolo Zaccagnini, interlocutore di Markaris. Alla fine del colloquio, con il teatro pieno e una fila di lettori con il libro in mano per l'autografo, risuona l'ironia simpatica di Markaris, nella frase con la quale rispose una volta ad un giornalista troppo insistente: «Il successo non si analizza, si gode e basta, è come quando si fa l'amore. Altrimenti, si sgonfia tutto».

A chi non è capitato di ricevere visite spiacevoli? Persone non gradite, che si ripresentano di giorno in giorno alla tua porta ignorando i rifiuti. Così il commissario Kostas Charìtos si è presentato al suo autore, Petros Markaris, costringendolo a scrivere di lui e dando vita a ad una serie di romanzi polizieschi di indiscusso successo.
L'autore, nel suo dialogo con il giornalista Paolo Zaccagnini, ci descrive alcune delle componenti fondamentali dei suoi romanzi. Dall'intreccio della trama poliziesca con esilaranti scene di vita familiare alla forte componente cinematografica, che ritrae tutte le storie in un'Atena caotica e rumorosa.
In questi romanzi, ci dice Markaris, si sviluppa una 'storia nella storia' alla pari di quello che succede nella vita reale, dove ogni giorno il lavoro lascia posto alla famiglia una volta varcata la porta di casa.
Edgar Wallace, Andrea Camilleri, Jean Claude Izzo sono gli autori a cui si ispira. Autori che usano lo spazio e la città come protagonisti del racconto e che, come nel caso di Camilleri, sanno inserire humor e un messaggio politico/sociale al suo interno.
Questo piacevole dialogo si chiude con una domanda sui motivi del successo di Kostas Charìtos all'estero. Grazie a lui, infatti, si può apprezzare un'altra faccia della Grecia, che non sia la Grecia classica o quella degli villaggi turistici. Ma il successo, una volta che arriva, si gode e non si analizza, come alla fine ci insegna Markaris.

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