11/09/2009

L'AMORE NECESSARIO


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«Siamo tutti legati l'uno all'altro da un filo - scrive Clara Sereni - ma quando all'altro capo del filo c'è una persona disabile tutto cambia». Nella recente antologia "Amore Caro", la Sereni ha raccolto le lettere che personaggi dello spettacolo, della politica e delle letteratura, hanno indirizzato ai rispettivi familiari affetti da handicap permanenti. Le fragilità umane, che nelle contraddizioni della diversità riscoprono il senso profondo della parola amore, saranno al centro dell'incontro tra l'autrice romana, la giovane narratrice Pulsatilla e il giornalista Bruno Gambarotta. 


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All'evento presenziano Clara Sereni, Bruno Gambarotta e la giovane scrittrice Pulsatilla che affrontano assieme al pubblico un argomento piuttosto delicato: essere parenti di una persona affetta da disturbi fisici o mentali.
Per definire queste persone usano il termine 'fragili', molto dolce e decisamente più appropriato.
Nel corso dell'incontro viene affrontato il tema dell'amore sconfinato che i familiari nutrono nei confronti di queste persone, ponendosi il quesito «quando è ora di lasciarli andare?».
Clara Sereni e Pulsatilla parlano delle loro esperienze con una sincerità disarmante che spinge il pubblico a fare interventi molto toccanti.
Il sottile velo di ironia amara che c'è stato durante l'evento ha reso ancora più apprezzabile l'incontro.

Cosa significa avere in famiglia una persona disabile? Impossibile farlo capire a chi questa esperienza non l'ha mai vissuta, sprofondato nel proprio mondo di 'normalità', in cui la persona 'fragile' crea sgomento e totale impreparazione nel saperla accogliere e rapportarsi con lei.
A questo proposito hanno condiviso con noi le loro esperienze Clara Sereni e Valeria Di Napoli, in arte e sul web Pulsatilla.
Di Clara Sereni è da poco uscito un libro, "Amore caro", in cui personaggi famosi del mondo dello spettacolo, del giornalismo, della letteratura, si sono messi a nudo e hanno raccontato della loro convivenza con familiari psicologicamente provati, o dei loro stessi problemi, esprimendosi attraverso il genere più intimo e personale, la lettera. La raccolta parla soprattutto di coppie con figli disabili, come nel caso della stessa autrice, e dei meccanismi che scattano all'interno della famiglia: genitori che non riescono ad affrontare insieme la situazione, la paura del distacco dal figlio, lasciarlo vivere e sperimentare il mondo, quando non si vorrebbe altro che tenerlo avvinto a sé, proteggerlo da qualsiasi realtà che non sia quella della casa e della famiglia.
Nel caso di Pulsatilla, che ha dato anche lei il suo apporto alla raccolta di Clara Sereni, la situazione è ribaltata: una figlia normale, obbligata a crescere in fretta, affrontando il divorzio dei genitori e facendosi carico del padre affetto da malattia mentale. Anche in questo caso, dove le viene chiesto di raccontare quella parte più intima, la sofferenza profonda con la quale, ormai, ha imparato a convivere, per lei la cosa più importante è dire sempre la verità. «Più che libri belli e libri brutti, esistono libri onesti o disonesti», dice, e ci fa capire molto del ruolo, fondamentale, che attribuisce alla scrittura.
Qualcuno interviene dal pubblico portando la propria esperienza, con amarezza. La persona 'fragile', infatti non è integrata, avrebbe bisogno di stare con le persone 'normali' - come queste avrebbero necessità di imparare a rapportarsi con esso - e non si stare segregato fra altri disabili. Pulsatilla e Clara danno ragione al pubblico, affermando che «le barriere architettoniche esistono, è vero. Ma più che altro le barriere le abbiamo in testa».
I proventi del libro "Amore caro - a filo doppio con persone fragili", a cura di Clara Sereni, saranno devoluti alla Fondazione La città del sole, Onlus che si occupa di integrazione delle persone con problemi mentali gravi e medio-gravi.

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