12/09/2009

Roberto Carifi con Elia Malagò


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Roberto Carifi è un poeta che ascolta. Curatore della posta del mensile "Poesia", autore di saggi filosofici e di numerose sillogi poetiche ("La rosa e il gelo"; "D'improvviso e altre poesie scelte"), il suo trentennale percorso è ancora in atto, volto all'interrogazione, allo sguardo oltre il limite. L'esperienza personale del lutto e del dolore fisico non gli ha sottratto la poesia, semmai l'ha affinata fino a renderla essenziale, sulla scorta di una lunga educazione al verso pensato e «radicale», quello che entra nella sostanza delle cose e delle parole per mostrarne l'ombra e la profondità, oltre la superficie ostinata della fisicità. Lo presenta Elia Malagò.


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Italiano

Roberto Carifi, scrittore e poeta nato nel 1948 a Pistoia, ci regala momenti di forte commozione, accompagnato dalla voce guida di Elia Malagò e dalle note del violinista Simone Angiuli. Roberto scopre il dolore con la perdita della madre durante l'infanzia, feroce e profonda, che diventa poi la sua «ossessione poetica», descritta come un pozzo in cui scendere, vissuta durante la guerra e per questo carica d'un ignoto disastro. Le sue due antologie poetiche, pur seguendo percorsi diversi, si ergono entrambe su due abissi: l'infanzia personale, ma al contempo quella di intere generazioni europee, segnate da un legame indissolubile. Lo scrittore aveva perso l'uso della parola per un anno intero a causa di problemi fisici, ma da questo evento era scaturita una grande saggezza poetica: dove il corpo veniva a mancare per lui c'era sempre l'anima e chi ha possesso del proprio dolore deve possedere anche i mezzi per superarlo. Le parole rimaste dentro lo hanno portato alla poesia di oggi, al verso cristallino e rigoroso, generato dalla profondità dell'essere. La sua poesia è un intreccio di filosofia, religione e psicoanalisi, alla ricerca del senso e della verità delle cose, è un atto di fedeltà ad un angelo bruciato.

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