08.09.2010

BIBLIOTECA FLAIANO
. I libri di Ennio Flaiano
 a Festivaletteratura


Evento ripetuto

Se si pensa ai luoghi di Ennio Flaiano s'immaginano i tavolini dei caffè tra via Veneto e Piazza del Popolo, le redazioni del "Mondo" e di "Oggi", i teatri e i cinema della capitale ai tempi della Dolce Vita. Nel ricordarlo oggi nel centenario della nascita, Festivaletteratura apre uno spazio sconosciuto persino a chi Flaiano lo ha studiato da vicino: quello della sua biblioteca di studio. Attraverso l'elenco dei libri - oggi conservati presso la Biblioteca cantonale di Lugano - e grazie alla collaborazione dei sistemi bibliotecari della provincia di Mantova, è stato possibile ricostruire idealmente la biblioteca dell'autore pescarese. Le opere possedute da Flaiano presenti nelle biblioteche mantovane e nella rete bibliotecaria nazionale saranno a disposizione in uno spazio di lettura accessibile per l'intera durata del Festival.


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Italiano

«Dimmi ciò che leggi e ti dirò chi sei». Spesso funziona, ma cosa pensare nel caso in cui, spulciando tra gli scaffali, si trovano libri di Einstein e Baudelaire? Quando fra Kant e Leopardi passano Gadda, Flaubert e Machiavelli?

Biblioteca varia, ricca, eclettica è dunque quella in mostra a Palazzo dell'Agricoltura, ingresso libero durante l'intera durata del Festival, che rispecchia appieno il genio poliedrico del suo possessore, Ennio Flaiano.
Scrittore, sceneggiatore, giornalista, feroce critico della civiltà del suo tempo, famoso per le collaborazioni con registi del calibro di Monicelli e Fellini, per gli articoli del Mondo e di Oggi, le opere letterarie, gli aforismi salaci e pungenti.

Nel centenario della sua nascita, un'esposizione che grazie al lavoro delle biblioteche della Provincia di Mantova e all'Archivio Prezzolini della Biblioteca Cantonale di Lugano, mira ad «avere sott'occhio tutto quello che Flaiano leggeva», a creare collegamenti, a trovare nuovi spunti, a rileggere la sua produzione attraverso eventi letterari condotti da guide d'eccellenza. A scoprire cosa c'è ma, anche e sopratutto, ciò che manca.

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