10.09.2010 - Le pagine della cultura

LE PAGINE DELLA CULTURA

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Lo spazio dedicato alla cultura dalla carta stampata continua ad essere rilevante. Terze pagine, inserti settimanali, riviste specializzate: di libri, spettacoli, arte i giornali scrivono, apparentemente senza risparmiarsi. Ma come ne scrivono? E su che cosa puntano l'attenzione? Con "Le pagine della cultura" - organizzato in collaborazione con "Internazionale" - Festivaletteratura propone una rassegna stampa mirata ma ampia, aperta ai giornali di tutto il mondo. Ad inizio mattina uno scrittore presente al Festival offrirà una propria selezione di articoli da quotidiani e riviste, portandoci ogni giorno ad affrontare nuove questioni al centro del dibattito culturale alle diverse latitudini del pianeta.


L'evento Le Pagine della Cultura del 10 Settembre ha subito variazioni rispetto quanto riportato sul programma. Era prevista la presenza di Stefania Mascetti, sostituito da Piero Zardo.

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Caffè caldo e quotidiani sul tavolo per il consueto appuntamento mattutino con le Pagine della Cultura. Piero Zardo sfoglia le notizie del Guardian, dell'Economist... e poi propone alcuni temi a Colum McCann, autore de "La legge del fiume" e "La sua danza".

La conversazione si muove dal Pastore Jones (che, di fronte al progetto di costruire una moschea a Ground Zero, in Florida minaccia di bruciare il "Corano" in occasione dell'anniversario dell'11 settembre) ai libri elettronici, dalle opere d'arte più improbabili (come l'autobomba trasformata in installazione artistica in questi giorni a Londra) a Hollywood.
Allo scrittore irlandese adottato da New York piace l'idea di una moschea dove sono cadute le Torri Gemelle, ma inorridisce pensando di leggere un romanzo che può essere interrotto dalla pubblicità interattiva della Coca-Cola! Quando si parla di letteratura, un e-book che possa essere aggiornato in tempo reale non lo convince: un libro non è un quotidiano, parla di valori fuori dal tempo come l'amore e la pietà, ha bisogno quindi di tempi lunghi per permettere all'autore di riflettere e al lettore di capire.

Perchè esista il male, dice, basta un unico gesto (il rogo del "Corano" del Pastore Jones ad esempio), ma perchè ci sia il bene serve costanza, serve impegno, serve che di giorno in giorno il bene sia riconfermato, suggerito e ritrovato... e qui entrano in gioco i libri!
McCann scherza sul fatto che l'unica opera d'arte che vorrebbe vedere a memoria degli orrori della guerra avrebbe i suoi responsabili al centro: seduti lì, trattati con gentilezza, ma costretti a provare a comprendere cosa sia la vita di una fruttivendola di Kabul. Infine, preferisce lamentare la scarsità di bei film, piuttosto che il proliferare di brutti... un buon caffè alla mattina mette di buon umore e rende ottimisti!

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