10/09/2011

DEDICATO A VIRGINIA WOOLF

2011_09_10_197

«Lei però mangiava poco, per lo più fumava mentre raccontava storie che parevano troppo stravaganti per essere vere, ma che alla fine si dimostravano più reali di quelle narrate da qualsiasi altro»: lei è Virginia Woolf, la zia che Angelica Garnett da piccola andava a trovare ogni pomeriggio con i propri genitori. Figlia di Vanessa Bell - sorella della Woolf - e di Duncan Grant, la Garnett ha lasciato in "Ingannata con dolcezza" un ricordo della sua infanzia tra i protagonisti di Bloomsbury. Attraverso la sua testimonianza unica e i contributi di Liliana Rampello, recente curatrice dell'edizione italiana dei saggi critici della scrittrice inglese ("Voltando pagina") e di Ginevra Bompiani, traduttrice ed esperta delle opere della Woolf, l'incontro si propone come un omaggio all'autrice di "La signora Dalloway", in particolare alla luce delle sue riflessioni sulla letteratura e sull'arte.

L'evento 197 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso la Chiesa di San Maurizio alle ore 16.30.

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Al teatro Ariston di via Principe Amedeo di Mantova, di fronte a un platea che si è letteralmente stipata all'interno della struttura come meglio è riuscita, si è tenuto un interessantissimo incontro con la ex nipotina, ora in veneranda età, di Virginia Woolf, Miss Angelica Garnett, affiancata da Ginevra Bompiani e Liliana Rampello.
Scopo dell'incontro era la divulgazione dell'opera trattatistica dell'insigne scrittrice inglese attraverso un saggio di Rampello, "Voltando pagina". Abbiamo scoperto una Virginia Woolf molto vicina alle tesi estetiche di Benjamin, con l'intento di mostrare come il gesto della lettura e della scrittura costituiscano un tutto organico attraverso il quale entrambe si alimentano proficuamente; tale tesi ha di mira la costruzione di un ambizioso progetto estetico e letterario. L'esperienza che ne deriva è paragonabile a una sorta di dialogo continuo da cui emergono sensazione ed emozioni. Al di là delle teorie estetiche e, ci è sembrato per certi aspetti, ermeneutiche del saggio, l'attenzione del pubblico è stata catturata magneticamente da Angelica, la quale è stata subissata di domande su ricordi e sensazioni della vita a contatto con Virginia Woolf, domande attraverso le quali noi tutti cercavamo di poter toccare con mano il frammento vivente e la testimonianza di enorme valore che Miss Garnett è per tutti noi.

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