10/09/2011

CANTARE IN MONTAGNA

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«Se Brahms avesse potuto ascoltare il coro della SAT», si chiedeva il musicologo Massimo Mila, «lo avrebbe aggiunto alle gioie artistiche che gli dava l'Italia?». Al di là del successo internazionale, la straordinaria storia del coro tridentino si riassume forse nella definizione che ne ha dato sempre Massimo Mila di «Conservatorio delle Alpi», intendendo con conservatorio il luogo in cui viene preservata la tradizione e nel contempo quello in cui la musica si pratica e resta viva. Mauro Pedrotti, attuale direttore del coro, e il critico musicale Angelo Foletto, insieme a Piero De Martini (autore di "Il Conservatorio delle Alpi"), tra aneddoti e riflessioni squisitamente musicali, celebrano gli oltre ottant'anni di vita del Coro della SAT.

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Italiano

Oggi nella chiesa di Santa Maria della Vittoria Mauro Pedrotti, Angelo Foletto e Piero De Martini hanno celebrato gli ottant'anni di vita del coro SAT. Il coro è animato dalle portentose capacità di un gruppo di ragazzi che, attraverso fraseggi e l'utilizzo del sottovoce come tonalità espressiva rievocano con la sola voce, senza strumenti, i più grandi canti popolari della storia italiana.
I maggiori artisti che hanno segnato la storia di questo coro e che hanno permesso il suo miglioramento inserendo l'uso di spartito e melodie sono stati Antonio Pedrotti e Luigi Pigarelli. Il coro SAT ampliandosi nel tempo fino a raggiungere un massimo di dieci o dodici persone ha oggi compositori del calibro di Benedetti Michelangeli e Dionisi, che creano le melodie di sottofondo per le canzoni. Con un repertorio di canti risalenti fino agli anni quaranta e, come dice Massimo Mila, il coro può essere considerato il 'conservatorio delle alpi' e rievocatore della storia dei canti popolari italiani.

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