07/09/2012

MALEDETTI LIBRI

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Un racconto per immagini sui libri maledetti, quelli che hanno segnato la storia, diffondendo zizzania, seminando il panico, come i famigerati Protocolli dei saggi di Sion. Ma anche quelli, come il Necronomicon di Abdul al Alhazred, frutto della fantasia di H. P. Lovecraft, che gli appassionati del mondo occulto continuano a cercare per ogni dove. Una storia affascinante di volumi oscuri che seducono e terrorizzano, che segue tutta la storia del pensiero umano.

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È buio in sala. Un buio di bisbigli e aria condizionata. D'un tratto una voce: tutto il resto tace. Appare la sagoma di Luca Scarlini nella penombra del palcoscenico. Alle sue spalle immagini da decifrare. La sua voce riprende scandita, intensa: è la chiave per il mistero che avvolge il pubblico. Di cosa parla? Di libri. Libri maledetti. Libri sfortunati, terribili o da salvare. Nessuno introduce Scarlini, nessuno lo interroga. Si muove sul palco da attore, si aggira nelle menti da regista. Lentamente rivela al pubblico una serie di immagini e di parole misurate. Parte da lontano, dal libro di Toth, motivo per cui, secondo alcuni studiosi, «la biblioteca di Alessandria venne più volte saccheggiata». Il pubblico tace. La voce prosegue ai margini della storia conosciuta: parla del libro di Sansovino, "Le antichità di Beloso Caldeo", del simbolo del Tristero, dell'importanza per San Girolamo del libro di Toth. Cosa sono queste opere? Sono la danza macabra e misteriosa dei testi perduti: bruciati, censurati o addirittura mai esistiti. Testi che raccontavano storie diverse da quelle a noi pervenute: dall'origine della conoscenza derivante da creature aliene, al ridimensionamento di figure del calibro di Mosè, Gesù e Maometto. Il destino di alcuni libri è stato a volte seguito dalla popolazione che li ha scritti: è il caso dei Catari o dei Maya. Altre volte la censura ha colpito opere scandalose, come "L'Alcibiade fanciullo a scola" di Antonio Rocco, dove l'autore esaltava l'omosessualità. Scarlini dimostra infine come la censura, la maledizione dei libri, non sia stata effettuata soltanto nel passato : tratta le origini del "Mein kampf", il ruolo che Harry Ford e Dietrich Eckart hanno avuto nella genesi del libro del Fürer. Arriva fino al calendario Maya, rendendo nota una lezione storica tutt'oggi valida: molte delle popolazioni oppresse del passato sono tornate come spettri a infestare le coscienze future.

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