08/09/2012 - Extralab

RACCONTARE IN RETE GLI EVENTI CULTURALI

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L'esplosione dei social network ha profondamente cambiato il modo in cui vengono raccontati gli eventi collettivi. Accanto ai tradizionali resoconti forniti da tv e giornali, oggi c'è un flusso frammentato e corale insieme di impressioni, immagini e notizie puntuali che passa solo per la rete. Questo almeno accade per avvenimenti sportivi o fatti di cronaca che coinvolgono un gran numero di persone (da ultimo il terremoto). La giornalista Serena Danna mostra come nel mondo anglosassone anche le manifestazioni culturali abbiano un ampio seguito on-line, con una sensibile influenza sulla ricezione e sulla diffusione dei contenuti proposti.

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Dopo l'esperimento del 'Nichilista' (ha provato a svolgere per un mese il suo lavoro di giornalista senza internet, senza il flusso continuo di notizie flash provenienti dai social network) è chiaro ormai che l'informazione non può più fare a meno dell'onnipresenza e dell'immediatezza del web. Serena Danna del "Corriere della sera" si interroga su quali siano i consigli utili per rendere fruibile un evento culturale in rete. L'analisi innanzitutto non può prescindere dalle tre principali piattaforme che tutti conoscono: Twitter, Facebook e Youtube. La giornalista ha portato come esempio il filmato di "Kony 2012" per spiegare il fenomeno di viralità. Il documentario, infatti, in soli sei giorni è diventato il minifilm più visto della storia di Youtube. Questo perché il link della registrazione ha cominciato a rimbalzare nel web, di condivisione in condivisione, fino a totalizzare decine di milioni di visualizzazioni. Per raggiungere risultati così alti, però, è fondamentale saper usare bene gli strumenti e le funzioni dei social network. Affinché una notizia abbia successo su Twitter ad esempio, è necessario indovinare un hashtag azzeccato, in modo da rendere l'individuazione facile per tutti. L'uso dei social network può essere utile anche in situazioni di emergenza ambientale, basta pensare al terremoto in Emilia: le notizie flash, diffuse sotto l'hashtag #terremoto, hanno facilitato molto gli interventi e la collaborazione delle popolazioni vittime del dramma. Questo evento però, ha anche mostrato il lato debole della mancanza di una gestione controllata, di una content curation: la protezione civile ad esempio, non aveva un profilo Twitter ufficiale e l'hashtag #terremoto è stato usato impropriamente per diffondere pubblicità. Altri espedienti per migliorare la fruibilità di un evento culturale sono il livestreaming e i video on demand: servizi che la giornalista ha trovato disponibili sul sito ad esempio del Giffoni film Festival e che le hanno permesso di godersi la manifestazione anche non potendo essere lì presente.

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