05/09/2013 - Fiabe italiane

FIABE ITALIANE

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Evento ripetuto La Compagnia della Lettura è un gruppo di lettori che, da tre anni, propone a Festivaletteratura un reading di testi legati a un tema particolare. Dopo il "Confortatorio" di mons. Martini nel 2011 e 'libri di libri' nel 2012, il percorso di letture di quest'anno è dedicato alle Fiabe Italiane, a partire dalle "Fiabe Mantovane" di Isaia Visentini, pubblicate per la prima volta nel 1879 e studiate da Italo Calvino negli anni '70, per giungere a favole delle tradizioni campana, calabrese, lucana e di altre regioni del nostro paese. Un intermezzo fiabesco tra un evento e l'altro, in compagnia di matti, streghe, diavoli e animali magici.

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Sorprendenti, ironiche, visionarie, spesso crudeli: sono le fiabe, forma di narrazione antichissima che percorre i secoli, vivendo grazie ai moltissimi anonimi narratori che, in ogni luogo e tempo, hanno tramandato queste affascinanti vicende in bilico tra ordinario e straordinario. Anche la "Compagnia della Lettura", un gruppo di lettori che da tre edizioni anima il Festivaletteratura presentando in ciascuna un tema particolare tramite una scelta di testi, rende omaggio a questi racconti: quest'anno infatti dà voce alle fiabe italiane. E nell'ambiente raccolto di Piazza Leon Battista Alberti sono state protagoniste le fiabe mantovane dedicate al tema della vendetta. Grazie al gioco di voci operato dai membri della "Compagnia della Lettura", di fronte agli ascoltatori hanno preso vita i protagonisti di tre racconti. Si è iniziato dalle vicissitudini della sfortunata figlia del re del Messico, Elisa, che un giorno scopre la verità sulla sua maestra: è una strega! Da allora questa non smette di perseguitare la fanciulla, che attraversa così mille vicissitudini che la vedono diventare regina di Francia e partorire due bellissimi figli, subito trafugati dalla strega. Solo dopo una lunga serie di colpi di scena "La Maestra Scellerata" (questo il titolo del racconto) viene finalmente sconfitta. Meno avventurosa ma ricca di arguzie è la storia de "La bell'Annina", che potete leggere sul nostro sito per apprezzare al meglio i giochi linguistici del dialetto mantovano: qui assistiamo alle schermaglie (amorose? piuttosto il contrario) tra un principe e una principessa che si seducono a poco a poco grazie a un crescendo di burle e scherzi sempre più crudeli.  Toni più solenni e un contesto meno profano permeano invece l'ultimo racconto proposto dalla Compagnia della Lettura, "Com'è l'aldilà", che ritrae due sposi che stringono un particolare patto: chi tra loro morirà per primo dovrà tornare dall'oltretomba per narrare all'altro cosa l'aspetta. Quando l'uomo si spegne sua moglie si chiude in casa a vegliare la salma, attendendo che si rianimi per mantenere la promessa. Ma ecco presentarsi alla sua porta un misterioso giovane, che si rivelerà un angelo inviato da Dio per spiegare che voler conoscere l'aldilà porta dritti all'inferno. Ed infatti per il marito non c'è scampo: il suo desiderio di raccontare com'è l'aldilà lo ha condannato alle fiamme eterne, e lui riesce solo a invocare vendetta verso la donna che l'ha portato a tali sofferenze... Se da un lato affascinano per la disinvoltura con cui combinano realtà quotidiana e fantastico e per la semplicità con cui riescono a dar voce a sentimenti e timori universali, questi racconti sono anche specchio di una società che cambia: mentre "Com'è l'aldilà" è un racconto che rinuncia alle atmosfere magiche delle fiabe a favore di un meraviglioso marcatamente cristiano, "La maestra scellerata" e "La bell'Annina", provenienti dalla raccolta "Fiabe mantovane" pubblicata da Isaia Vicentini nel 1879, ci svelano inaspettati spiragli di modernità.

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