05/09/2013

C'E' POESIA, POESIA E POESIA: LETTORE CHE VUOI RICONOSCERTI IN QUELLO CHE LEGGI, RESTA A CASA

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Di che cosa tratta la serata di Alessandro Bergonzoni intorno al libro "L'amorte"? Tratta di tanto: del fatto che basterebbe così tanto, e quindi si tratta: di nascimento/ di incidenti immortali/ di donne piante/ di uomini in procinto/ di affetto placebo/ di presente ammaestrato/ di coprire gli occhi ai cavalli/ mentre dondoliamo gli impiccati/ si tratta di riuscire a frustare il cuore/ senza toccare il corpo/ si tratta di buio per scintille/ di grazia restituita/ di salire sulla montagna prima che si formi/ di avere i soldi per mantenere un segreto tutta la vita/ si tratta di chiamare un bambino Invano/ di briciole come unità di misura/ di carità molesta/ si tratta di egemonia delle vicissitudini/ del monumento alla Mancanza/ di vite conserte/ di tumori che hanno un uomo/ si tratta dell'allusione del '58/ e del Dio che creò un precedente.

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Italiano

Il pubblico di Bergonzoni pende dalle sue labbra disorientato dai giochi di parole, dai paradossi, dalle traslazioni di significato continue, senza respiro, che non concedono un attimo di tregua alle menti degli spettatori abituate al reale e alla sua rappresentazione, il realismo. Con Bergonzoni invece bisogna abbandonare questa visione reale e ragionativa per lasciarsi travolgere dai suoi collegamenti logici impressionistici, improvvisati, che captano un qualcosa nell'aria che arriva e subito se ne va, quella surrealtà necessaria per estrarsi da sé e dalla consueta visione del mondo.
Per una volta la poesia è prostrata a servizio della comicità diventando 'frequenza comunicativa' che crea empatia tra le persone e le spinge ad agire. Bergonzoni, più che le anime e le menti, vuole smuovere i corpi, vuole che fisicamente il pubblico si metta in gioco, sperimenti, rischi in prima persona.
La sua comicità impegnata vuole essere una 'talpa per i superficiali' che li porti sotto terra e gli mostri il tutto con occhi diversi, compreso il 'sotto terra' (che non è solo morte), compresa la morte.
Bergonzoni non ama i modelli, che pure cita, perché la sua 'poetica' è calata nel presente e proiettata al futuro, senza radici nel passato. Per questo stesso motivo non ama le citazioni e ci scherza: Dante? può aver detto al massimo «passami il sale», anzi deve averlo detto. L'impegno etico di Bergonzoni quindi è tutto progettuale, rivolto al futuro, slegato dai vincoli della tradizione, dei modelli, dell'analisi pacata e realistica. Le sue parole sono pura esplosione vitale ed energetica. La sua 'poesia' è alla portata di tutti, se solo questi 'tutti' ascoltassero la sensibilità che ha sede in ognuno.
L'attore ama prendere il suo pubblico per lo stomaco, parlare alla pancia per sollecitare la sensibilità emotiva dei presenti più che la loro sensibilità estetica. Ai sofismi sostituisce l'energia, ai ragionamenti la vita.
La poesia parla di 'roba grossa', dice, e questa roba grossa è una calamita capace di estrarre l'uomo dai condizionamenti del presente, del suo ruolo e dell'immagine che gli altri hanno di lui e lo imprigionano. Con la poesia l'uomo può immaginare l'inimmaginabile, concepire l'inconcepibile.

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