06/09/2013

I RACCONTI DELLA TAVOLA PERIODICA

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«Di recente (...) mi sono reso conto che per ogni elemento della tavola periodica c'è una vicenda divertente, o bizzarra, o paurosa da raccontare. Quella tavola, oltre a essere un'opera scientifica e una delle maggiori conquiste intellettuali del genere umano, è un libro di racconti». Ideata autonomamente, nel 1869, da Dmitrij Mendeleev e Julius Lothar Meyer, la tavola periodica degli elementi è un affascinante castello a due torri della conoscenza. Attraverso di essa - secondo Sam Kean - non solo impariamo a conoscere i costituenti di base della materia, ma anche come entrano in relazione tra loro. La tavola periodica si rivela il codice segreto in cui è scritto il libro del mondo, e a cui tutte le storie si possono riportare, visto che con gli elementi mangiamo, uccidiamo, salviamo vite, spostiamo ricchezze, tentiamo l'amore. A conversare con l'autore di "Il cucchiaino scomparso" è lo scrittore e chimico Marco Malvaldi.

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È un libro ricco di aneddoti quello di Sam Kean, eletto nel 2010 fra i migliori libri di scienza dalla prestigiosa Royal Society di Londra. Punteggiato da sorprendenti digressioni narrative, "Il cucchiaino scomparso" spalanca visioni inimmaginabili in molti ambiti dell'esperienza e della conoscenza umana, a cominciare da quel bellissimo prodotto dell'ingegno che è la tavola periodica degli elementi, pubblicata nel 1869 da Dimitrij Mendeleev, in realtà frutto del lavoro di almeno altri cinque scienziati, anche se il chimico russo fu l'unico a fornire un sistema di classificazione capace di prevedere le caratteristiche di elementi all'epoca non ancora noti. Ci volle dunque all'incirca mezzo secolo per riuscire a mettere ordine nel caos, dalla scoperta delle cosiddette ‘affinità elettive' da parte di Johann Döbereiner, le stesse che diedero il nome alla celebre opera di Goethe, passando per Alexandre Béguyer, il primo a mettere in fila gli elementi in ordine di peso atomico e ad accorgersi che dopo i primi due le loro proprietà sembravano ripetersi ogni otto. Introdotto da un brillante Marco Malvaldi, Sam Kean ci ha condotto in un interessante viaggio nel mondo della chimica, che appare in questa occasione molto più affascinante di come l'abbiamo conosciuta sui banchi di scuola. Esperimento degno di un illusionista del calibro di Houdini, il cucchiaino a cui allude il titolo è in grado di sciogliersi velocemente in una semplice tazza di tè: un trucco da prestigiatore, dovuto in realtà alla composizione del cucchiaio, perché se è vero che la maggior parte dei metalli si fonde soltanto alle alte temperature, il gallio si scioglie invece a circa 30 gradi. Fra rinvenimenti rocamboleschi, come la scoperta dell'elio in un giacimento di gas naturale in Kansas, racconti inquietanti, come il lento e involontario avvelenamento dovuto al cadmio e all'arsenico, il primo utilizzato come pigmento rosso dai pittori dell'Ottocento, il secondo usato invece per la tintura degli abiti, il libro di Kean ci narra anche di come i nomi degli elementi siano spesso il risultato di battesimi non sempre oculati. Infatti, se a volte tali nomi richiamano l'astronomia, come nel caso del selenio, del mercurio e dell'uranio, altre volte si riferiscono ad aree geografiche ben precise, come l'americio e il californio, mentre in altri casi ancora agli scienziati che li hanno scoperti o addirittura a presunte misteriose ‘creature mitologiche'.

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