07/09/2013

IL VALORE DELLA SCRITTURA. Quattro parole per Beppe Fenoglio

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«Scrivo per un'infinità di motivi (...). Non certo per divertimento. Ci faccio una fatica nera. La più facile delle mie pagine esce spensierata da una decina di penosi rifacimenti. Scrivo with a deep distrust and a deeper faith». Beppe Fenoglio è scomparso cinquant'anni fa: per dire di sé gli bastavano il nome, e 'la qualifica di scrittore e partigiano'. Abbiamo pensato di ricordarlo al Festival con quattro parole che esprimono una qualità della sua scrittura, scelte da quattro narratori italiani di oggi, insieme a un racconto o a un romanzo di Fenoglio che ce la rende evidente.
Eraldo Affinati parla di energia attraverso "Una questione privata"; Marcello Fois parla di sobrietà attraverso "La paga del sabato".

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Nell'era dei social network, degli sms, delle relazioni effimere e della comunicazione facile, Piero Negri Scaglione, con l'aiuto di Eraldo Affinati e Marcello Fois, ci riporta agli albori del Neoclassicismo letterario italiano sottolineandone i caratteri più importanti e riportandoci al vero valore che un buon libro dovrebbe trasmettere.
Attraverso due testi scelti dagli ospiti ripercorriamo la carriera letteraria di Fenoglio. 'Energia' e 'sobrietà' sono le caratteristiche scelte che ci aiutano ad analizzare l'inizio e la fine della carriera letteraria dell'autore: Milton l'energico partigiano, dominato da passioni e ideali, e Ettore, il sobro eroe tragico moderno, rappresentano in pieno due fondamentali caratteristiche di Fenoglio. Passione e razionalità si fronteggiano nei suoi scritti riportando in primo piano il rapporto tra lettore e scrittore; Fois sottolinea come un buon libro debba riuscire a creare un filo diretto tra chi scrive e chi legge, una relazione di dipendenza reciproca che spinge i due a migliorare e a svolgere il proprio dovere, lo scrittore provocando scompensi interiori e turbamenti nel lettore, e quest'ultimo sforzandosi di riflettere e criticare l'opera scegliendo sempre e solo buone letture.
Non vi è limite a ciò che un buon libro può fare: il valore di un libro è dunque la sua capacità di raggiungere confini lontani, insegnando tramite le emozioni.

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