04/09/2014

NELLE PERIFERIE DI BERGOGLIO. Incontrare la speranza tra i poveri di Buenos Aires


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Le villas miseria sono le baraccopoli di Buenos Aires dove oltre un milione di persone vivono sotto la soglia della povertà: quartieri privi di rete fognaria, di servizi di base, in cui la droga e le bande armate la fanno da sovrane. Qui si svolge il servizio quotidiano dei preti 'villeros', sacerdoti che hanno scelto di farsi poveri tra i poveri, per ascoltare e rispondere ai bisogni materiali e spirituali di tante persone che poco o nulla ricevono dallo stato. Il metodo dei preti 'villeros', come ha scritto la giornalista Silvina Premat (autrice di Preti dalla fine del mondo), si può sintetizzare in pochi punti: «obbedienza e docilità di fronte alla realtà, e non alle proprie idee o ai propri gusti; valorizzazione del meglio che ogni persona ha in sé e invito a porre questa capacità al servizio degli altri». A raccontare di questa chiesa tra il popolo saranno, insieme a Silvina Premat, padre Carlos 'Charly' Olivero, sacerdote nella parrocchia della Virgen de los Milagros de Caacupé della Villa 21 di Buenos Aires, e il presidente di Libera don Luigi Ciotti.

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Un partecipatissimo applauso ha accolto l'ingresso di padre Carlos 'Charly' Olivero e di don Luigi Ciotti in Piazza Castello. Padre Charlie si occupa degli abitanti delle villas miseria, le baraccopoli di Buenos Aires, cercando di costruire un futuro migliore attraverso la collaborazione ed il coinvolgimento di tutti, in particolare i giovani. Un lavoro difficile, in un posto dove «le armi risuonano per le strade, e la droga è il pane quotidiano». Padre Charly all'inizio è apparso molto teso, ma quando ha cominciato a ricordare i tempi del suo seminario, la scelta di vivere tra i poveri, l'impegno che ha dedicato e continua a dedicare ogni giorno, la sua voce è diventata sempre più decisa e squillante. Gli abitanti delle baraccopoli, racconta, sono stati subito pronti a sostenerlo. Nonostante la violenza del narcotraffico, che negli ultimi anni ha piantato radici profonde nella parte più povera della città, moltissimi si sono mostrati solidali e generosi, al punto da dividere con lui anche il poco cibo a disposizione. È da questa volontà di sostenersi che è nato subito un sodalizio profondo: grazie ai suoi sforzi congiunti a quelli dei parrocchiani che lo sostengono, ad oggi sono stati aperti centri di recupero, mense e scuole professionali. Padre Charly è grato a papa Bergoglio per averlo spinto a prendere questa grande decisione: in mezzo a quella gente ha trovato la felicità. Di Bergoglio parla anche don Ciotti, forte attivista contro la tossicodipendenza e la mafia in tutta Italia. Con veemenza e commozione, don Ciotti ha richiamato alla memoria due confratelli, Iana e Pugliesi, entrambi assassinati. Ha poi ricordato quanto siano gravi i problemi che attanagliano il nostro Paese, esortando il pubblico a prendere coscienza che il cambiamento parte prima di tutto da noi. Rendiamolo possibile!

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