05/09/2014

DICKENS A SINGAPORE

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Nato a Singapore da una famiglia di origini cantonesi, Yeng Pway Ngon è scrittore, poeta e drammaturgo, libraio. Ha animato diverse riviste letterarie e culturali di Singapore e collaborato come editorialista con diversi quotidiani di Hong Kong. Con L'atelier, inserito tra i migliori romanzi del 2011 dalla rivista "Asia Weekly" di Hong Kong, ha collezionato i maggiori premi asiatici per la narrativa. L'atelier infatti oltre a offrire al lettore un punto di vista privilegiato su Singapore, è ricco di storie, personaggi, luoghi, immagini, quadri. Toccherà a Elisabetta Bucciarelli (Scrivo dunque sono) il compito di guidarci nel ricco cantiere narrativo dello scrittore.


Con il contributo di National Arts Council Singapore.

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Yeng Pway Ngon arriva per la prima volta in Italia per presentare "L'atelier", romanzo con cui ha vinto nel 2012 il Singapore Literature Prize.  Autore prolifico, poeta e drammaturgo, libraio, Yeng è oggi un personaggio di spicco nel panorama culturale di Singapore. Il rapporto con la città e la sua storia (l'ambientazione è quella della fine degli anni '70) si esprime 'dickensianamente' in un romanzo corale, in cui i protagonisti si incontrano ed intrecciano le proprie vite in virtù di un luogo, lo studio in cui il maestro Yan Pei impartisce lezioni di disegno.  Yeng Pway Ngon decide dunque di raccontare la Singapore della sua giovinezza, e non quella che lui stesso definisce la «città artificiale» di oggi. Ma, allo stesso tempo, ne coglie la caratteristica fondante di crocevia di popoli, culture e tipi umani diversi. E così, nello studio del maestro Yan Pei si intrecciano le speranze ed i sogni dei vari protagonisti, con l'unico, vero filo conduttore della passione. Le storie di tutti i personaggi sono prima di tutto storie d'amore: che si tratti della storia travagliata tra un uomo e una donna (a questo proposito, Yeng cita come modello letterario il classico cinese "Il sogno della camera rossa"), o del rapporto tra l'uomo, l'arte e la natura, o ancora di una vocazione politica ed ideologica spinta fino alle estreme conseguenze, ciò che interessa a Yeng è la capacità dell'essere umano di sacrificarsi in nome di una passione, appunto, perché «arte, politica e amore traggono la loro energia dalla stessa fonte, che è dentro di noi, anche se la vita quotidiana tende spesso a sopirne gli slanci». Sono molti i temi trattati in "L'atelier", e altrettante sono le citazioni letterarie e cinematografiche (orientali ed occidentali), di cui sono disseminati i capitoli. Se, in passato, Yeng Pway Ngon ha dichiarato di apprezzare il lavoro di criteri come Saul Bellow, Milan Kundera e Erica Jong, per l'occasione ha aggiunto alla lista Truffaut e Tornatore: «Mi sono commosso con 'Nuovo Cinema Paradiso', perché mi ha riportato alla memoria i luoghi della mia infanzia, ormai distrutti». 

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