05/09/2014

SESSANT'ANNI DI TELEVISIONE IN MUSICA

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Il 3 gennaio 1954 prendono ufficialmente il via le trasmissioni della televisione italiana. È l'inizio di una rivoluzione culturale che ha profondamente trasformato il costume e la società italiana e il nostro modo di stare insieme. I programmi, le musiche, i volti dei protagonisti della televisione sono diventati la più grande, forse l'unica, memoria condivisa di tutto il paese. Bruno Gambarotta ci accompagna con la consueta ironia lungo i sessant'anni di questa straordinaria avventura tra aneddoti, ricordi, ritratti di personaggi, seguendo la trama musicale ordita dalla Banda Città di Mantova su canzoni e sigle che hanno fatto la storia della televisione.

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A Mantova si può anche ballare, muovendo inspiegabilmente tutte e due le gambe a ritmo della sigla di "Canzonissima" o di "90' minuto". Succede quando Bruno Gambarotta entra nel Teatro Ariston e racconta aneddoti spassosissimi e gustosi retroscena di una delle aziende che ha più caratterizzato la vita degli italiani, dagli anni Cinquanta in poi: la RAI. Il batticuore pensando ai grandi sceneggiati, la nostalgia riascoltando il 'theme' di "Pinocchio", il ricordo un po' doloroso dopo la sigla di "Portobello". Come si fa a raccontare la televisione italiana, la mamma di tutte le altre tv nazionali venute dopo, a un intero pubblico presente prima sotto la Tenda Sordello in un "accento" del pomeriggio, e poi a un'intera platea incantata dalla Banda della città di Mantova? Si fa ridendo. Si fa pensando a cosa stavamo facendo quando è partita la prima puntata de "Le inchieste del Commissario Maigret", a chi aveva vinto Sanremo nel 1995 e a cosa si dicono tra loro i veri addetti RAI, le ombre dietro le quinte che vedono il programma mentre si fa. Insomma, si fa raccontando il fascino di quello che non possiamo vedere sullo schermo. Alla fine di ogni storia, non vi sembra di ricordare meglio la colonna sonora che la accompagnava? Così anche intervalli e pause hanno una loro dimensione, una vita propria che ci riporta a mille ricordi. A cavallo tra nostalgici viaggi nel tempo e rieducazione al nostro passato televisivo, ci viene quasi voglia di riaccendere la tv e sperare che ciò che vedremo adesso ci piaccia come piaceva ai nostri nonni e genitori un po' di tempo fa.

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