10/09/2015

L'ORO DELLA POESIA BAMBINA

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Umbra dell'Appennino tra Umbertide e Gubbio, Anna Maria Farabbi incrocia dialetto e lingua, prosa e poesia, collabora con musicisti e pittori, scuole e centri di disabilità con «la coscienza di far parte di una grande cassa di risonanza cosmica». Di sé dice: «Io credo... che la poesia abbia un petto splendido in grado di cantare da solo verso chi è disposto all'ascolto senza distrazioni, corpo a corpo», Così da "Abse" ("Nulla"), poema del 2013 dedicato a una bambina cresciuta in un campo di concentramento, approda a "Talamimamma" (2015), dedicato alla madre biologica e alla terra, la tappa più recente della sua ricerca della «semplicità perfetta», «come quando giocano i bambini usando la parola... spalancandola nella sua molteplicità» per condividerla. La incontra Antonio Prete.

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