08/09/2017

I MATTONI DELLA VITA

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Forse, ai più, la vicenda della pecora Dolly ricorda l'inizio della questione etica sulla manipolazione del DNA, portando alla mente immagini di scienziati in camice bianco che giocano coi geni. Lungi però dall'avvicinarsi alle pericolose derive del "Jurassic Park" di Michael Crichton, gli odierni studi sul genoma lo dipingono come stabile e mutevole al contempo, influenzato da fattori esterni quali l'ambiente o lo stile di vita, e si proiettano verso un futuro che appare quasi fantascientifico, come nel caso del genome editing. La biologa Anna Meldolesi ("E l'uomo creò l'uomo") spiega al riguardo che «mentre con l'ingegneria genetica tradizionale ci si doveva limitare ad aggiungere la copia corretta di un gene lì dove ce n'era una difettosa, qui si modifica direttamente il gene difettoso, riparandolo. Si parla infatti di editing, come nella correzione dei testi al computer con il 'trova e sostituisci' di Word». Insieme a lei, a parlare della direzione e dei limiti della ricerca, saranno Telmo Pievani - tra i curatori della mostra recentemente tenutasi a Roma "DNA. Il grande libro della vita" - e la giornalista scientifica Silvia Bencivelli.

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I mattoni della vita: la ricerca genetica tra etica e scienza
Pievani e Meldolesi si confrontano con CRISPR, la tecnologia venuta dai batteri per salvare gli uomini (forse).
La genetica e la letteratura non sono mai state così vicine. A Festivaletteratura la scienza moderna che più solletica lo scetticismo umanista è stata l'argomento del dibattito a cura di Telmo Pievani, professore di Filosofia delle Scienze Biologiche presso l'Università di Padova, e di Anna Meldolesi, biologa e giornalista scientifica, autrice del recente "E l'uomo creò l'uomo". I 'mattoni della vita' del titolo sono i tasselli del genoma umano, che alla luce della tecnologia genica CRISPR possono essere sostituiti con altre tessere: nel caso questi non combacino gli uni con gli altri o diano vita a un mosaico imperfetto, come nel caso delle malattie genetiche, la tecnologia CRISPR può individuare i tasselli difettosi e sostituirli, attraverso un'operazione che ricorda l'editing, a cui gli addetti al mondo editoriale sono ben abituati.
Frutto del brillante lavoro di squadra di quattro scienziati, CRISPR prende ispirazione dalle tattiche di difesa dei batteri, acerrimi nemici dei virus: come questi imparano a riconoscere gli agenti infettivi, così la tecnologia genica CRISPR è uno strumento preciso, economico e veloce per enfatizzare le informazioni su infezioni passate ed effettuare un taglia-e-cuci in grado di eliminare difetti genetici prima ancora che questi sorgano. CRISPR è salita alla ribalta due volte: nell'estate del 2015, quando è stata annunciata la sua invenzione, e ad agosto di quest'anno, quando un'equipe di scienziati cinesi ha corretto dei difetti genetici su embrioni umani non impiantabili, ovvero non destinati a essere fecondati.
CRISPR, infatti, è democratica: non solo è fatta libertà ai governi, liberali e autoritari, di mettere alla prova le loro equipe scientifiche, ma è anche facilmente acquistabile a poche centinaia di dollari da qualsiasi soggetto, pubblico o privato, che abbia le strutture adeguate. Di conseguenza, CRISPR solleva due tipi di problematiche. Da una parte, è necessario stabilire delle linee di condotta comuni, abbastanza generali da essere condivisibili e chiare a sufficienza da essere inequivocabili. Dall'altra, Pievani e Meldolesi sono stati concordi nell'affermare che ogni modifica del genoma, sia esso umano o animale, va ponderata nel senso delle possibili conseguenze: dall'interferenza nel meccanismo dell'evoluzione, all'alterazione della piramide alimentare, l'intervento umano non va solo guidato da cautela tecnica e rigore etico, ma anche da senso di equilibrio in quell'infinito e misterioso sistema di genomi che è il nostro mondo.

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