06/09/2018 - La scrittura in scena

IPOCRITA, MIO SIMILE, FRATELLO

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«Il nostro dialogo con il pubblico è basato sulla co-esistenza con gli spettatori, su ciò che condividiamo con voi, qui, oggi: la stessa ipocrisia, gli stessi cliché, le stesse paure, le stesse nevrosi, la stessa sorte». Nel 2008 Elvira Frosini e Daniele Timpano hanno dato vita a un sodalizio artistico che si è rapidamente affermato nella scena teatrale contemporanea, scegliendo una strada per molti aspetti antitetica al teatro di narrazione. I loro testi - Zombitudine, Risorgimento Pop, Dux in scatola, Aldo Morto, Acqua di Colonia tra gli altri - disinnescano, decostruiscono e incarnano le narrazioni della storia, analizzando le derive antropologiche della società italiana a partire da un vasto materiale di riferimenti vari che costituiscono l'immaginario e la coscienza contemporanei. Sulla scena entra in funzione un dispositivo teatrale in cui gli attori-autori sono sempre in relazione con il pubblico e in bilico tra l'incarnazione di personaggi o mitologie e il semplice essere sulla scena, in un gioco di scivolamenti spiazzanti che dissacrano tutte le retoriche senza fare sconti.

Fare incontrare nuovamente la parola teatrale e quella della letteratura: questo l'obiettivo di la scrittura in scena, il percorso di incontri coordinato da Magdalena Barile che porta a Festivaletteratura alcuni dei protagonisti del teatro italiano contemporaneo per parlare del proprio lavoro drammaturgico.

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