06/09/2019

GLI OCCHI, FONDALI NERI

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«Le mie poesie saccheggiano quasi tutto, timori, progetti, congetture e stupori». Sono versi nitidi, misurati, quelli di Philip Schultz – poeta e narratore vincitore del premio Pulitzer nel 2008 – in grado di mettere a nudo le fragilità umane senza ricorrere al patetismo. L'equilibrio tra il piccolo enigma che le sue parole nascondono e il senso di familiarità che provocano anche nel lettore meno esperto è stato reso con grande finezza dalle traduzioni di Paola Splendore, che ha curato il poemetto Erranti senza ali e la silloge Il dio della solitudine. La riflessione di Schultz sul ricordo, le figure genitoriali, la felicità e il tempo, attraversa intatta, nella sua profondità, il passaggio della parola da una lingua all'altra, da un mondo poetico a un altro.
L'autore parlerà in inglese. Interpretazione consecutiva in italiano.

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