BOTANICA LEONARDESCA

"E benché questo non serva alla pittura, pure io lo scriverò per non lasciare men cose indietro delli alberi". Così affermava Leonardo da Vinci nel Trattato della pittura, parlando della raffigurazione delle piante nei dipinti. Anticipando di secoli scoperte di scienziati venuti dopo di lui, il geniale artista rinascimentale già trattava nella sua opera osservazioni botaniche relative a infiorescenze, dendrocronologia e fillotassi. Proprio dalle sue intuizioni sui processi del mondo vegetale ha preso spunto il saggista austriaco Fritjof Capra (Il tao della fisica), che ha analizzato tali studi in Leonardo e la botanica e Discorso sulle erbe, scritto quest'ultimo insieme allo scienziato Stefano Mancuso, tra i curatori, con Capra, della mostra La botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra Arte e Natura, che si terrà a Firenze tra settembre e dicembre prossimi e sarà un "punto di osservazione privilegiato per aprirsi a un discorso contemporaneo sull'evoluzione scientifica e la sostenibilità ecologica". Lo incontra Tiziano Fratus.

L'incontro si terrà in italiano.

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