12/09/2020

MIA MADRE MI DISSE DI FARE UN VIAGGIO

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Era il 2010 quando il pubblico presente al Chiostro del Museo Diocesano ascoltò per la prima volta la drammatica vicenda del giovane Enaiatollah Akbari e del viaggio che – fuggito ancora bambino dall'Afghanistan – lo aveva portato in Italia passando per Pakistan, Iran, Turchia e innumerevoli difficoltà. «Credo che il mio vissuto mi renda più empatico nei confronti di determinate situazioni. Penso, per esempio, ai campi di prigionia in Libia. Molti italiani pensano siano semplicemente luoghi da cui non si può uscire. Io invece credo di poter avvertire, quasi fisicamente, le sofferenze che si patiscono lì»: insieme allo scrittore Fabio Geda, che ha raccontato la sua storia nel romanzo-intervista Nel mare ci sono i coccodrilli, Akbari, oggi trentenne e dottore in Scienze internazionali, torna a Mantova dieci anni dopo per discutere di come sono cambiate le migrazioni e per ricordare un'odissea che forse anche più di allora è comune a molti migranti che oggi sognano l'Europa e sfidano trafficanti, soprusi e ingiustizie. Incontra gli autori di Storia di un figlio il giornalista ed esperto di Medio Oriente Domenico Quirico (Che cos'è la guerra).

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