Ishiguro, Kazuo

Persona

«Un maestro artigiano»: così Margareth Atwood ha elogiato Kazuo Ishiguro (Nagasaki 1954), romanziere appartenente a quella schiera di scrittori detti 'post-coloniali' (Rushdie, Naipaul, Kureishi, Mo, Coetzee) che con la linfa della loro cross-culture hanno dato vita alle nuove letterature di lingua inglese. All'età di cinque anni, Ishiguro giunge in Inghilterra con la famiglia. Doveva esser un soggiorno temporaneo, e invece non fece più ritorno in Giappone, salvo rare visite. Laureato in letteratura e filosofia, oggi vive a Londra con la moglie scozzese. Il suo immaginario è transculturale ed egli condivide, con molti autori dell'ex impero britannico, un senso di sospensione tra mondi diversi e lontani, un'identità artistica sfumata, fluttuante. Ambientate nel Giappone post-bellico, le sue prime opere romanzesche - "Un pallido orizzonte di colline" (1982) e "Un artista nel mondo effimero" (1986) - affrontano il tema del radicale scontro tra generazioni e culture, mentre il celebrato "Quel che resta del giorno" (1988), vincitore del Booker Prize e trasposto al cinema dal regista premio Oscar James Ivory, fruga nei recessi intimi dell'anima inglese. "Quando eravamo orfani" (1995) presenta la struttura di un giallo, ma l'autore si spinge oltre le convenzioni del genere dipingendo un affresco della Shangai degli anni Trenta. Nel 2005 esce "Non lasciarmi", una malinconica ucronia scritta sotto forma di flashback e caratterizzata da atmosfere e temi tipici della narrativa distopica. Dal libro, finalista al Man Booker Prize e vincitore del Premio letterario Merck Serono, nel 2010 viene tratto l'omonimo film diretto da Mark Romanek. Dopo la raccolta di short stories "Notturni" (2009), nel 2015 Ishiguro pubblica "Il gigante sepolto", romanzo (in libreria da settembre) che risale il crinale della storia fino alla leggendaria Inghilterra dei primi secoli dopo Cristo, accolto con entusiasmo da scrittori come Neil Gaiman, Pico Iyer e David Mitchell.

Kazuo Ishiguro belongs to that group of so called post-colonial writers (Rushdie, Naipaul, Kureishi, Mo, Coetzee, etc.), that thanks to their cross-culture sap gave birth to new English-speaking literatures. Born in Nagasaki in 1954, he moved with his family to England when he was five. It was meant to be a temporary stay, but Ishiguro never went back to Japan, except for the occasional visit. A graduate in literature and philosophy, he currently lives in London with his Scottish wife. His is a cross-cultural imagery and he shares with many other writers of the former empire, a sense of suspension between two different and faraway worlds, a shaded and floating artistic identity. Set in post-war Japan, his first novels "Un pallido orizzonte di colline" ("A Pale View of Hills", 1982) and "Un artista nel mondo effimero" ("An Artist of the Floating World", 1986) tackle the themes of radical generation and culture clash; while the celebrated "What remains of the day" (1988), Booker Prize Winner, explores the inmost recesses of the English soul. His book "Quando eravamo orfani" ("When We were Orphans") (1995), offers a detective story structure, but the author goes beyond the boundaries of this genre convention, depicting a fresco of 1930's Shanghai. In 2006 he won the Alex Award for "Never let me go". In 2009, his first short story collection ("Noctures: Five Stories of Music and Nightfall") was published and shortlisted for the 2010 James Tait Back Memorial Prize (for fiction). In 2015 he published "The Buried Giant".

Bibliografia

"L'artista", Rizzoli, 1988"Quel che resta del giorno", Einaudi, 1990 (2013)"Un pallido orizzonte di colline", Einaudi, 1991 (2009)"Un artista nel mondo effimero", Einaudi, 1994 (2006)"Gli inconsolabili", Einaudi, 1995 (2012)"Quando eravamo orfani", Einaudi, 2000 (2002)"Non lasciarmi", Einaudi, 2006 (2011)"Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo", Einaudi, 2009 (2010)"Il gigante sepolto", Einaudi, 2015