04/09/2003 - Voci di Vocabolario

VOCI DI VOCABOLARIO -
 2. Erri De Luca con Silvio Perrella


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Una lingua viva cammina sulle gambe di chi la usa e le voci del vocabolario hanno il suono delle nostre voci. Ma che rapporto ha con il vocabolario chi fa delle parole il proprio mestiere?
 Silvio Perrella lo chiede oggi a Erri De Luca, scrittore napoletano ("Il contrario di uno"; "Montedidio").


Etimologia deriva dal greco etumon, verità. Erri De Luca conosce la verità delle parole e ce ne fa dono nel secondo incontro del ciclo "Voci di vocabolario". Dall'antica Genesi egli ha imparato la loro importanza, il loro peso morale: «finché esse restano nella tua bocca ne sei il signore, appena vengono pronunciate ne diventi il servo». L'autore ci confessa di saper riconoscere la verità di qualcosa dal tono in cui viene detta. Allo stesso modo la verità di Erri De Luca respira nel tono della sua voce, nella serietà del suo sguardo, nell'umiltà del suo messaggio che pure non potrà essere dimenticato. Egli appare in un certo senso simile alle sue parole: comunicate nella materialità delle lettere e dell'inchiostro, esse possiedono il fascino e la profondità di chi è legato alla terra ed è custode e testimone della sua inafferrabile spiritualità. Attraverso il suo lavoro di traduttore De Luca ridà vita a lingue come lo yiddish e a culture che ancora molto possono insegnarci. Ma è anche nei suoi racconti che egli pratica l'eterna lotta contro la cieca linearità del tempo, dando voce a quei ricordi inquieti che non hanno smesso di influenzare il nostro presente e che ancora nascondono il loro significato.

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