09/09/2004 - Scritture Giovani

1. presentazione e reading


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Apre "Scritture Giovani" 2004 con la presentazione di due degli autori selezionati per quest'anno: la norvegese Ingeborg Arvola, autrice di numerosi romanzi nonché di libri per ragazzi, e l'inglese originario di Fiji Owen Sheers, che ha al suo attivo la pubblicazione di una raccolta di poesie "The blue book" e del saggio creativo "The dust diaries". Li presenta Simona Vinci.


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I mostri escono dalle favole e si fanno spazio nelle nostre vite, abbandonano l'immaginario per abitare il terreno del reale e del quotidiano, fino ad albergare nel profondo dei nostri sentimenti. Questo è il modo tangenziale in cui i due autori chiamati ad alzare il sipario sulla terza edizione di "Scritture Giovani" affrontano il tema della rassegna, che quest'anno è "Monsters" (Mostri). L'atmosfera nel sagrato di San Leonardo come di consueto è piacevole ed informale, basta sedersi sugli scalini davanti alla chiesa per scoprire di avere accanto Simona Vinci, che simpaticamente si intrattiene con gli organizzatori e viene arruolata per un incontro che non era in agenda. Ma scocca l'ora del reading, e sul palco insieme alla Vinci salgono la norvegese Ingeborg Arvola e il gallese Owen Sheers. Soave e luminosa in un abito premaman, è la prima a rompere il ghiaccio. La norvegese inizia la lettura del racconto scritto per l'occasione, ed è un piacere davvero inconsueto avere l'occasione di assaporare una lingua dal suono così lontano ed alieno come quella norvegese. I mostri della Arvola agitano l'immaginario della più piccola di tre fratelli, ma saranno proprio questi ultimi a manifestarsi come i veri mostri protagonisti del racconto, vittime di freddezza ed aridità di sentimenti. È la volta di Owen Sheers, nato poeta e debuttante romanziere. Il gallese, che non sfugge all'occhio attento delle fans che già attendono in fila per un autografo, intrattiene la platea con la lettura della parte conclusiva del suo racconto, un incontro tra fidanzati dove il mostro non è una presenza tangibile, ma una 'mostruosità' emotiva, legata ad un rapporto al capolinea e metaforicamente racchiusa nell'immagine di un piccione ucciso. Sui rintocchi delle campane le "Scritture Giovani" rinnovano l'appuntamento al dopo cena.

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