10/09/2004

DUE VOLTE CINQUE CONTINENTI


2004_09_10_108

Prendere una Vespa scassata, in un giorno d'estate. Mettere la prima, andarci per un po', senza casco, in calzoncini e ciabatte, lungo una strada polverosa di Padangbai, in Indonesia. E prenderci gusto, senza fermarsi più. Fino a fare il giro del mondo. E poi un altro ancora. Giorgio Bettinelli sinora ha percorso con la sua vespa 254.000 chilometri attraversando 134 paesi, ma ha intenzione di ripartire presto. Con l'aiuto di splendide fotografie, l'autore parla dei suoi viaggi passati e futuri con Bruno Gambarotta.


L'evento 108 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente era prevista la presenza di Patrizio Roversi, successivamente sostituito da Bruno Gambarotta. Inoltre, il suo svolgimento era previsto presso il Chiostro del Museo Diocesano.

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Italiano

Sogno di una notte di mezza estate: alle cinque del mattino, nel sonno, complice magari la cena abbondante della sera prima, vedersi sfrecciare a tutta velocità su una vespa un po' scassata, molto simile a quella ricevuta in regalo da un amico a Bali, poco tempo prima. Giorgio Bettinelli si trovò ancora una volta davanti a quella creatura strana e capì subito che sarebbe diventata la sua compagna di vita. Più di dieci anni insieme, lui e la vespa, due volte intorno al mondo, da Roma a Saigon, da Melbourne a Città del Capo passando per l'India, festeggiando i mille chilometri fatti insieme, gridando per la paura di essere giustiziato in Africa e, alla fine, trovando anche l'amore a Taiwan. Si può definire pazzo un uomo che, all'improvviso, abbandona tutte le comodità e le sicurezze che abbiamo conquistato in millenni di storia? No. Perché? Perché ha avuto il coraggio e la passione di inseguire un sogno.

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